Opposizione ad un atto di precetto: modalità e documentazione necessaria

Opposizione ad un atto di precetto: modalità e documentazione necessaria

L'atto di precetto è un atto giudiziario, che preavvisa un imminente azione esecutiva. In genere segue ad un certo numero di decreti ingiuntivi o raccomandate che attestano nel caso di un prestito, il mancato pagamento di diverse rate. Generalmente nel caso di prestiti con piano di ammortamento, si firma un regolare contratto dove, nelle numerose clausole, sono indicati i termini di pagamento, i casi di mora, ed anche il numero di rate che è possibile non pagare prima di subire un'ufficiale richiesta di rientro. Al giorno d'oggi, considerate le difficoltà economiche, spesso sono consentiti i pagamenti tardivi, e le regole sono sempre definite all'interno del contratto stipulato. In ogni caso, non sempre il problema si risolve, ed il creditore si muove con i primi solleciti, fino ad avviare ingiunzioni. L'atto di precetto è in pratica l'ultima ingiunzione, che richiede il rientro del denaro non versato, pena l'avvio di un'azione esecutiva, che nel caso di un prestito rateale è il pignoramento del bene sotto contratto, e se il bene non è più sufficientemente consistente, il pignoramento del conto corrente, in alcuni casi anche totale, indipendentemente dalla somma da versare.

Evitare l'atto di precetto

L'atto di precetto, come le ingiunzioni ed i solleciti di pagamento, si può evitare in un solo modo, cioè pagando le rate. Può sembrare scontato ma in materia di legge è bene sottolineare tutto, perchè in pochi casi si può avere opinioni, in genere le leggi sono rigide ed hanno una struttura precisa. Dal momento che si sottoscrive un contratto per acquistare un bene o per ricevere una somma di liquidità, si mette in gioco qualche cosa di nostro, quindi nel caso di mancato pagamento delle rate è necessario coprire il debito con sistemi differenti, spesso con il bene oggetto del contratto.

Opporsi all'atto di precetto

Ad un atto di precetto, come per gli atti giudiziari, ci si può opporre o presentare ricorso. Per fare questo è bene sottolineare che è praticamente assurdo ed impossibile pensare di farlo in autonomia, senza rivolgersi ad un legale. La materia è complessa e solo un avvocato può trovare il modo per evitare l'azione esecutiva. Le modalità per opporsi ad un atto di precetto sono due, e sono dette: Opposizione all'esecuzione; Opposizione all'atto esecutivo. Nel primo caso vengono messe in discussione le prove che attestano il mancato pagamento delle rate. Nel secondo caso si cercano vizi di forma e processuali.

Opposizione all'esecuzione

Significa rivalersi alla legittimità del titolo esecutivo od alla legittimazione del creditore. In pratica nel primo caso viene strutturata una tesi per la quale il creditore non ha titolo di formulare richieste. Per esempio nel caso di un debito già estinto o di un debito a carico di un erede che ha rifiutato l'eredità. Esempi di opposizione all'esecuzione sono: sentenza di primo grado la cui potere esecutivo è stata sospeso in grado di appello, in attesa dell’esito del giudizio; assegno emesso da oltre 6 mesi o cambiale emessa da oltre 3 anni; diversità tra la somma indicata nel precetto e quella contenuta nel titolo esecutivo.

Opposizione all'atto di esecuzione

Significa rivalersi sui vizi di forma del titolo esecutivo, come la mancanza di una firma, la mancanza di uno specifico documento, un errore di compilazione in un documento. Esempi di opposizione ad atti esecutivi sono: mancata indicazione nel precetto della data di notifica del titolo esecutivo; inesistenza o nullità della notificazione del pignoramento; mancato deposito del titolo esecutivo in originale o copia autenticata.

Modalità per la richiesta di opposizione

Si può presentare opposizione ad un atto di precetto sia nel caso che l'esecuzione abbia avuto inizio, sia nel caso opposto. Se l'esecuzione è già cominciata bisogna presentare un ricorso e spetta al giudice dell'esecuzione occuparsi anche dell'opposizione. Se invece viene preceduta l'esecuzione, si deve citare in giudizio la controparte, quindi la parte creditrice. La competenza della causa viene affidata ad un giudice di pace per somme non superiori a 5000 euro, viceversa la competenza passa al tribunale. Durante l'opposizione l'atto di precetto viene generalmente sospeso. Nel caso in cui un'esecuzione forzata avvenga con diritto durante un atto di opposizione per il quale il giudice non concede la sospensione, in caso di accoglimento del ricorso del debitore, la parte creditrice è tenuta al risarcimento totale.

Scadenze temporali nell'atto di precetto

Questo atto giudiziario esecutivo, una volta notificato, deve essere compiuto entro e non oltre i 90 giorni dalla data di notifica, e dalla medesima data non può avvenire prima della scadenza di almeno 10 giorni, entro i quali il debitore può procedere all'eventuale saldo delle somme dovute. Dopo i 90 giorni l'atto di precetto scade, e viene detto perento.

Cosa fare in caso di ricevimento di un atto di precetto

Quanto precedentemente detto spiega ampiamente il comportamento da adottare in caso di citazione in giudizio di un ente creditore nei nostri confronti. Innanzitutto è consigliato nel limite del possibile di non assumere atteggiamenti di totale disinteresse o di grande preoccupazione. In primo luogo, ammesso che lo spavento in se non introduce effetti postivi ne' all'organismo ne' alla situazione in se stessa, la preoccupazione deve più che altro essere un concreto motivo per mettersi all'azione senza disperarsi, e cercare la migliore via d'uscita, senza disfattismi inutili. In secondo luogo è bene non ignorare le raccomandate facendo si che tornino al mittente, perchè legittimerebbero l'azione giudiziaria, specie se l'ente creditore è pubblico o un istituto di credito. In terzo luogo è necessario rivolgersi ad un legale, perchè la legge è articolata e bisogna formulare un ampia documentazione che in conto proprio è praticamente impossibile procurarsi. Vero è che al giorno d'oggi ci sono i consorzi a tutela del consumatore, ma se la certezza che abbiamo è quella di non aver pagato con torto per mancanza di liquidi o altro di soggettivo, ci vuole un avvocato che sappia trovare il giusto compromesso o alternativa.

Piani di rientro

La maggior parte degli enti creditori sono ora forse più nei guai dei debitori stessi, in quanto tutti oramai acquistiamo a rate, e non solo la casa, il cui mercato tra l'altro è calato per gli stessi motivi per i quali nascono molte finanziarie ed aumentano i prestiti. Pertanto non sempre, nonostante l'avvio di pratiche per il recupero crediti che si concludono con l'atto di precetto, gli istituti di credito vogliono procedere con i pignoramenti, in quanto anche loro stessi rimarrebbero senza fondi e con un sacco di merce e beni invenduti. Paradossale, davvero, ma questa è una caratteristica che l'economia di oggi tende ad esternare. A questo punto diventa semplice, piuttosto che opporsi all'atto di precetto, recarsi presso l'ente creditore e trovare un accordo per rientrare con un nuovo piano di ammortamento, anche perchè se i soldi non ci sono, non si possono creare sul momento, ed i pignoramenti invenduti non creano liquidi a loro volta. Indubbiamente, è necessaria collaborazione da entrambe le parti.