Quali possibilità ci sono in caso di prestito personale senza contratto indeterminato

Quali possibilità ci sono in caso di prestito personale senza contratto indeterminato

La richiesta di un prestito personale vede aumentare le possibilità di essere accettata dalla banca in proporzione al numero e alla solidità della garanzie che il cliente può offrire per il rimborso. Un prestito personale senza un contratto a tempo indeterminato è comunque possibile, ma ad alcune condizioni. Vediamo quali. Il problema che si pone nel momento in cui si ricerca un prestito senza avere un contratto fisso è evidente.

La banca non può accettare di anticipare liquidità senza determinate garanzie che le rate del debito siano rimborsate puntualmente.

Considerata però la diffusione della precarietà lavorativa, negli ultimi anni è leggermente aumentata la flessibilità su questo punto da parte delle banche, in particolare per la clientela più giovane. Sono nate anche offerte di piccoli prestiti aperte ai lavoratori a tempo determinato, purché impiegati al momento della richiesta e con un contratto di una durata tale da coprire il periodo di ammortamento. Per i piccoli prestiti di breve durata questo a volte può essere sufficiente, in altri casi o per somme consistenti può essere richiesta la figura di un garante, che intervenga in caso chi ha sottoscritto il finanziamento perdesse l’impiego oppure il reddito non risultasse più adeguato a pagare puntualmente il rimborso.

In presenza di un garante che offra alla banca le adeguate garanzie di reddito il problema della precarietà lavorativa viene ridimensionato. Nella valutazione della solidità reddituale conterà anche il fatto di avere lavorato con regolarità, seppure a tempo determinato, in genere almeno per 18 mesi nei due anni che precedono la richiesta. In alcuni casi può essere richiesta dalla banca anche un’assicurazione sul rischio impiego che vada a coprire eventuali problemi, dalla riduzione dell’orario di lavoro e quindi delle entrate alla perdita dell’impiego.

Ad aiutare a superare l’esame della banca in assenza di un contratto a tempo determinato può essere anche una rendita esterna al reddito da lavoro, ad esempio un canone di affitto riscosso puntualmente, un assegno di mantenimento o in generale un’entrata fissa di diversa natura. Se poi questa entrata si può sommare a un reddito, seppure da lavoro precario, sarà più facile accedere al credito e anche a somme leggermente più consistenti.