Tassi d'interesse in crescita sui prestiti a causa dello spread

Tassi d'interesse in crescita sui prestiti a causa dello spread

Ottobre 2018 non è stato un gran mese per i prestiti: secondo il rapporto dell'Abi, c'è stato infatti un incremento dei tassi d'interesse sulle nuove operazioni di finanziamento, in seguito all'aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani causato delle note vicissitudini politico-economiche. Per adesso l'incremento dei tassi risulta ancora contenuto, ma in futuro potrebbe aumentare a livelli intollerabili se non verranno presi i necessari accorgimenti.

In particolare, il tasso medio sui prestiti alle imprese è salito all'1,60% (a settembre era all'1,45%), mentre quello sui finanziamenti per l'acquisto di abitazioni ha raggiunto quota 1,87% contro l'1,80% del mese prima.

I tassi più alti si traducono in una maggior difficoltà di accesso al credito, e non a caso il mese di ottobre, sempre secondo l'Abi, ha registrato un brusco rallentamento nella crescita dei prestiti a famiglie e imprese, con soltanto il +1,87% su base annua rispetto al +2,28% di settembre. Viceversa la domanda dei mutui è risultata ancora positiva (+2,3% nei confronti del medesimo periodo del 2017), ma gli ultimi dati in possesso si riferiscono a settembre 2018, quando la tempesta dello spread doveva ancora entrare nella fase più delicata.

Le sofferenze bancarie, infine, sono scese sotto quota 40 miliardi, passando dai 40,490 miliardi di euro di agosto ai 39,812 miliardi di settembre (si parla di sofferenze nette). Il rapporto con i prestiti totali è diminuito al 2,32%.

'È innegabile che l'aumento dello spread possa mettere a rischio il credito a imprese e famiglie', ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, in una intervista all'agenzia Adnkronos, 'Sul medio periodo l'aumento dello spread provocherà questa conseguenza, perché l'erosione del valore dei titoli posseduti dalle banche ne riduce la capacità di credito e fa salire i tassi d'interesse. Speriamo adesso nell'impatto che avrà la Legge di Bilancio sull'economia reale, è molto più importante questo aspetto dell'aggiustamento di qualche decimale nel tiramolla tra Governo e UE'.